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Raduni

Raduno invernale a Monte Beigua 21-22/01/1995

Raduno a Monte Beigua

Teste Cromate Scooter Club Modena ..................................................... Il raduno invernale a Monte Beigua ......................................................................

Dopo due settimane di preparativi meccanici, fisici e psicologici nel far capire ai rispettivi familiari che partire in pieno inverno con la Vespa avendo una bella auto nel garage e come obiettivo un locanda in uno sperduto monte della Liguria era tutto sommato un fatto normalissimo, i nostri eroi affrontano la mitica avventura in una freddissima e piovigginosa mattina senza sole.

Andrea si sveglia, guarda fuori dalla finestra e vede che piove.

Si gratta la testa cromata e con aria assonnata prende in mano il telefono:

DRIIIIIN !

-Sono Andrea, c’ Luca ?

-Si ancora a letto.... Aspetta, te lo chiamo.

-Oh! sei sveglio ?

-MMMMMMMM

- Hai guardato fuori? sta piovendo.

-MMMMMMMMMMM

-Si va?

-SI VA.

Calzettoni, calzamaglia, primo strato, secondo strato, stivali e copristivali, giubbino e giaccone, passamontagna, casco sottoguanti e guanti impermeabili, il casco e voil Andrea e bello che pronto. In perfetto stile omino Michelin scende le scale di casa iniziando a sentire una gocciolina di sudore che scende lungo la schiena. In pochi minuti eccolo diretto verso Fabbrico dove lo aspettava l’altro ardito di nome Luca, il quale, con mente diabolica, oltre a essersi vestito come Andrea, aveva anche installato sulla sua Vespa un paio di incredibili coprimanopole in pelle trattata rivestiti all'interno di caldissimo pelo di lupo, e su quella di Andrea un bel cartone ricoperto da uno spesso telo di plastica a mo’ di paramani.

Andrea arriva, scorge Luca nella sua scintillante tuta antiacqua gialla che si staglia nella campagna Reggiana, gli si f vicino e senza pronunciare una parola, si guardano negli occhi e con lo sguardo che solo i duri possono fare, si danno il tacito assenso alla partenza. Il tempo, che fino a quel momento aveva regalato loro una leggera e fitta pioggerellina, nel preciso istante in cui i loro motori prendono vita, inizia a scaricare in terra una valanga di acqua con gocce grandi grandi tipo cappelletti per terra.

Ma ormai fatta. Boia chi molla. E con la visiera tutta appannata inizia la grande avventura invernale dei mitici eroi Andrea e Luca, gli indomabili.

Senza neve !!!

Ogni minimo spiffero che passava nel casco era una affilata lama che penetrava nelle carni, ma nulla poteva fermare i leggendari Vespisti. Sul passo della Cisa, la prima prova.

Il passo ... passo passo

Uno strato di neve compatta bloccava la strada. Nessuno, neppure i gatti delle nevi dell’Anas erano riusciti a valicare il passo. Una moltitudine di potenti auto 4X4 si erano dovute arrendere e, inermi erano ferme lungo la strada. Senza fermarsi un attimo, cogliendo l’attimo fuggente, la mente dei due amici analizza in una frazione di secondo che rallentare avrebbe significato la fine del viaggio. Con un potente colpo di accelleratore sotto gli sguardi allibiti degli astanti impennano le vespe e affrontano il compatto manto nevoso con una potenza che neppure il reggimento dei Dragoni durante la Carica di Balaclava era riuscito ad esprimere. Ed in tal modo, per chilometri e chilometri, tra bufere e tempeste di neve, lupi affamati e briganti, i due impavidi attraversano il passo della Cisa, ma ahim l'implacabile Luca affronta troppo velocemente un tornante sulla neve e clamorosamente scivola. Accorre Andrea: i danni sono irrilevanti. Luca pero’ stranamente non si muove. Andrea si avvicina a Luca, che mantiene la posizione di guida senza dire una parola. Alza la visiera e scorge due occhi serie Gatto Silvestro che agili si muovono. Passano due lunghi secondi, ancora una volta per capirsi bastato uno sguardo. Andrea con uno sforzo rialza Vespa e Luca, trovato l’equilibrio, da una spinta al tutto.

Pochi metri e la Vespa riparte tra furibonde sgasate di Luca la cui unica parte ancora mobile era il polso destro. Ed anche la neve sconfitta. Scendendo verso valle torna l’asfalto e Luca, ritenendo opportuno posare nuovamente la ruota anteriore per terra, rallenta.

Dopo NOVE ORE E MEZZO DI VIAGGIO, dopo avere attraversato la palude stregata, il baratro della morte ed il cavaliere nero, i due amici arrivano finalmente al Monte Beigua.

Folle festanti erano ad attenderli, per loro avevano acceso tutte le torce del paese per indicare la strada ed il Sindaco li aspettava con il santo graal in mano per offrire loro un sorso di vin brul. Solo altri 10 motociclisti della tavola rotonda erano arrivati oltre a loro sul mitico Monte Beigua. Ricche libagioni, raffinato cibo e cortesi pulzelle allietarono la loro cena, ma le stanche membra desideravano il giusto riposo.

Luca, che ancora non riusciva a parlare fece gesto ad Andrea di portare in camera tutti i bagagli, comprese anche le ruota di scorta, perch non si s mai, e cos fu. Era l'una di notte, erano gi in mutande quando videro nel buio della stanza una luce. Era lo spirito della Vespa che li chiamava. Obbiedenti scesero urlando in cortile, e dopo avere acceso le potenti cavalcature, si lanciarono dentro la brughiera per l’ultima sfida. Un folle carosello nella neve portato a buon fine anche grazie alle ruote chiodate che essi avevano in dotazione fece guadagnare loro gli applausi delle pulzelle che in trepidazione aspettavano il loro ritorno.

Scusa se  poco !!!

Vado dappertutto con le gomme chiodate di Luca

Si impenna anche sul ghiaccio

 

Il premio per il vincitore era una sconvolgente notte d’amore con la pi bella del reame. Alla fine vinse Luca, solo perch ad Andrea gli si smonto’ improvvisamente tutto il motore, che egli prontamente rimonto’ in mezzo alla neve.

Il premio era pronto per essere colto.

L’unico problema era che, essendo il letto del tipo matrimoniale, Luca, non ancora sghiacciato, prendeva tutto lo spazio, e con quelle braccia dritte e rigide per ben due volte colp sempre nello stesso occhio la pi bella del reame che, stanca di aspettare il disgelo, scocciata se ne ando’.

... Massimo ...

Ringraziamo Massimo per la sua fantasiosa interpretazione del nostro viaggio al Monte Beigua in quel di Genova.

Per essere onesti nel racconto c' qualche lieve licenza poetica, ma sopratutto di dolci pulzelle e di pi belle del reame non ce ne era neanche l'ombra (ahim!!).

Le uniche cose che siamo sicuri non mancavano erano il freddo e la neve, ancora tanti complimenti a Luca che ha realizzato le gomme chiodate con cui abbiamo stupito i ben pochi partecipanti e che ci hanno permesso di scorazzare a destra e a manca per i campi innevati del monte e per le mulattiere infangate.

Nota negativa per la organizzazione delle premiazioni che non tenevano conto della distanza dei partecipanti, ma erano assegnati ad estrazione o in base ad un quiz che neanche con la treccani sul banco si sarebbe potuto compilare, l'unica volta che eravamo i pi distanti non riusciamo neanche a portare a casa una megacoppa.

Sar per la prossima volta.

... Andrea ...

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1998 Teste Cromate Scooter Club Modena

Ultima revisione 31/07/1998